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	<title>Ipnosi Dinamica, Ipnosi Regressiva, CNV, PNL - Ipnosi Rega &#187; Psicologia della Salute -</title>
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		<title>Successi e insuccessi interpersonali</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:39:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rega</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Tutti quanti sappiamo cosa è l&#8217;autostima, perché essa è importante per la Persona, per aiutarci a volerci un poco più bene, ad amarci, e conseguentemente a darci la giusta energia per realizzare i nostri obiettivi nella vita, e per aumentare il grado di consapevolezza al fine di sentirci bene ed in totale armonia con noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;count=none&amp;text=Successi%20e%20insuccessi%20interpersonali" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;count=none&amp;text=Successi%20e%20insuccessi%20interpersonali" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D585&amp;title=Successi%20e%20insuccessi%20interpersonali" id="wpa2a_2">Condividi</a></p><p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="text-align: justify;">Tutti </span><span style="text-align: justify;">quanti sappiamo cosa è l&#8217;autostima, perché essa è importante per la Persona, per aiutarci a volerci un poco più bene, ad amarci, e conseguentemente a darci la giusta energia per realizzare i nostri obiettivi nella vita, e per aumentare il grado di consapevolezza al fine di sentirci bene ed in totale armonia con noi stessi. Volevo però ritornare per un attimo alla definizione di autostima;</span></span><span style="color: #ffffff; text-align: justify;">A mio avviso l’autostima racchiude una serie di caratteristiche che per semplicità  riporterei a tre voci, in particolare</span></p>
<div>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Amore per se stessi</em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Visione verso se stessi</em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em> Fiducia in se stessi</em></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">Oggi giorno molti insuccessi e molte insoddisfazioni sono dovute ad un basso grado di autostima : Ancora per molte persone una bassa autostima determina molto spesso un <strong>basso grado di apprezzamento</strong> e di accettazione di se stessi. A volte è sufficiente un piccolo insuccesso, oppure una situazione frustrante o qualche problema non risolto per andare in crisi su un argomento anche importante per la nostra riuscita in numerosi settori della nostra esistenza.Con una bassa autostima non abbiamo la carica necessaria per affrontare le sfide della vita, gli ostacoli che possono determinarsi lungo il cammino dell’esistenza. Quando l’autostima cala, calano contestualmente la sicurezza e la fiducia in noi stessi, più facilmente si è preda di depressione, rabbia, negatività.Un buon livello di autostima, aggiunto magari ad un pizzico di <strong>sano ottimismo </strong>ci mettono in condizione di affrontare con maggior forza e serenità le sfide e le avversità che si possono, in ogni momento, incontrare lungo la strada dell’esistenza.Le persone che hanno una bassa autostima difficilmente riescono a <strong>formulare nuovi progetti</strong> ed a perseguirli con la giusta tranquillità e determinazione ; se stanno passando un momento difficile non ne escono facilmente, poiché una bassa autostima mina alle radici la fiducia e la serenità interiore.Per questo motivo un buon livello di autostima ci permette di realizzare progetti, di attrarre persone verso di noi, ci fa sentire amati ed apprezzati dagli altri.Le persone che hanno un’elevata autostima, ed hanno la capacità di mantenerla alta nelle varie circostanze, godono di <strong>una qualità di vita</strong> decisamente superiore, sono i veri padroni delle loro intenzioni e dei loro programmi, e dei loro progetti, che perseguono e raggiungono con maggior facilità rispetto a chi, invece, ha una bassa autostima.Questa risorsa interiore, è importante nei vari settori della nostra vita quotidiana, in ambito professionale come nei rapporti interpersonali, nel nella vita di coppia, come nel menage familiare, e così via dicendo.Personalmente definisco l’autostima come il nostro personale <strong>“termometro del benessere”</strong> e dell’amore verso noi stessi. Più il mercurio dei nostri successi sale, più sale l’autostima e viceversa. Se poi, oltre ad un buon grado di autostima aggiungiamo anche una visione positiva ed ottimistica di vita ed avvenimenti, si tempra ancora di più la nostra forza, la nostra energia, acquisiamo nel nostro carattere e nel carisma solidità e tenacia.Attenzione però: se il livello di autostima è esageratamente alto, corriamo il rischio di <strong>non valutare sufficientemente le nostre abilità</strong>, quindi potremmo correre il rischio di affrontare impegni più grandi della nostra capacità di portarli a compimento, non vedremmo alcuni rischi incombenti nell’ambito dei nostri progetti. Come in tutte le cose anche con l’autostima il termine equilibrio diventa il vero modulatore dei nostri successi.Ma cosa possiamo fare quando l’autostima è bassa, e per via di ciò ci sentiamo inadeguati e un poco depressi?Nessun timore: Esistono alcuni semplici quanto “magici” fertilizzanti della mente che ci aiutano in questi casi a riportare in alto il nostro personale <strong>“termometro del benessere”.</strong>Sono di una semplicità insospettabile, ve li elenco qui di seguito :</span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Ideare nuovi progetti e impegnarsi per il loro conseguimento </em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Trattare meglio gli altri al fine di essere maggiormente amati ed apprezzati</em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Circondarsi di persone positive ed incoraggianti </em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Mantenere salda la visione ottimistica della vita, nonostante le avversità</em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>innovare periodicamente le nostre abitudini</em></span></li>
<li><span style="color: #ffffff;"><em>Imparare a volersi bene.</em></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><em> </em></span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> <img class="aligncenter  wp-image-809" title="DepressedWoman" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/DepressedWoman.jpg" alt="" width="526" height="351" /></strong></span></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
</div>
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		<title>L’autostima</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rega</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della Salute -]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;autostima è un fiore che va annaffiato ogni giorno&#8221;, ha osservato con saggezza Willy Pasini. Così è, infatti, basta semplicemente entrare in contatto con se stessi, cioè osservarsi senza giudicarsi, come insegnano i grandi maestri orientali, per accorgersi che quella strana parola così carica di suggestioni, &#8220;autostima&#8221;, fa riferimento a qualcosa di molto concreto che richiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;count=none&amp;text=L%E2%80%99autostima" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;count=none&amp;text=L%E2%80%99autostima" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D578&amp;title=L%E2%80%99autostima" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;autostima </strong></span>è un <a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/perdere_peso_autostima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-581" title="autostima" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/perdere_peso_autostima-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>fiore che va annaffiato ogni giorno&#8221;, ha osservato con saggezza Willy Pasini. Così è, infatti, basta semplicemente entrare in contatto con se stessi, cioè osservarsi senza giudicarsi, come insegnano i grandi maestri orientali, per accorgersi che quella strana parola così carica di suggestioni, &#8220;autostima&#8221;, fa riferimento a qualcosa di molto concreto che richiede tempi adeguati di sviluppo e di maturazione.</span>L&#8217; autostima è sempre legata alla dinamica di crescita della personalità, a quel processo complesso ed affascinante definiva &#8220;individuazione&#8221;, vale a dire sano riferimento al proprio Sé. Ma questo è appunto un percorso, nessuno nasce con il corredo di individuazione e di autostima già pronto ed incartato; ogni fase della vita richiede un training, un lavoro personale per giungere ad un livello maturo e stabile di autostima.Il primo punto da cogliere interessa la differenza tra una deriva narcistica e la vera e propria autostima. Il narcisismo è, nella concreta realtà dell&#8217; individuo, una modalità espressiva e relazionale del tutto autoreferenziale, un codice comunicativo incapace di guardare all&#8217; alterità come ricchezza e come investimento libidico. Il narcisista non è uno che &#8220;non&#8221; vede l&#8217; altro, ma uno che &#8220;vede male&#8221; se stesso e, dunque, la realtà che lo circonda, l&#8217; investimento libidico, per dirla con Freud, &#8220;nutre&#8221; esclusivamente l&#8217; Ego a detrimento di qualsiasi altro meccanismo percettivo &#8211; relazionale. L&#8217;esito distorsivo ultimo del narcisismo può essere il delirio ed anche la paranoia potrebbe aggiungersi e complicare un eventuale quadro clinico. A questo livello non si può parlare in alcun modo di autostima, perché quest&#8217; ultima va a toccare i gangli vitali dell&#8217; io esattamente al punto di congiunzione delle relazioni primarie e fondamentali: la relazione con se stesso e, di conseguenza, la relazione con gli altri. Ci troviamo, dunque, nella sfera della massima concretezza: le relazioni primarie. Non è neppure lontanamente concepibile una realtà concreta come l&#8217; autostima, talvolta ridotta ad una formula spettacolare o ad uno slogan pubblicitario, che definisce l&#8217; oggettiva tenuta dell&#8217; assetto relazionale dell&#8217; io e la sanità del nesso io-tu. Stimare se stessi significa, in primo luogo, amarsi, ma guardando alla ricchezza della sfera relazionale. Partire da un io maturo e consapevole rilancia una responsabilità specifica nei confronti degli altri e fa sì che l&#8217; individualità si faccia realmente personalità. L&#8217; individualità è sempre personale, cioè relazionale in senso stretto.L&#8217; autostima, così, lungi dall&#8217; essere una realtà metafisica o un passepartout per motivatori evergreen, si colloca nell&#8217; ambito dell&#8217; esperienza umana e solidamente concreta dell&#8217; individuazione. Questo ambito connota una realtà che deve costantemente essere nutrita ed alimentata. Questo è il fiore, il meraviglioso fiore che va annaffiato ogni giorno.<strong style="color: #000000;"> </strong>L&#8217; autostima è un&#8217; esperienza e fare un&#8217; esperienza, in termini di psicodinamica, significa accorgersi di crescere. Significa, in primo luogo, accorgersi di vivere ed agire nel presente grazie alla propria <span style="color: #ff0000;"><strong>unicità</strong><strong style="color: #000000;"> </strong></span>, che non ammette confronti di nessun genere, poiché essere unici significa essere &#8220;incomparabili&#8221; nel senso letterale: l&#8217; esito più affascinante e fecondo del percorso di realizzazione dell&#8217; autostima è proprio la scoperta e la ri-scoperta della propria assoluta unicità, la quale spinge la persona ad essere protagonista in modo creativo ed originale. Dall&#8217; essere unici si snoda una linea che conduce all&#8217; azione efficace ed alla &#8220;conquista&#8221; di uno mondo vitale originale.Il <strong><span style="color: #ff0000;">&#8220;fare&#8221; </span></strong>si declina sempre sulla base dell&#8217; &#8220;essere&#8221; e l&#8217; Essere è una realtà ben più estesa dell&#8217; io e delle sue funzioni operative, riguarda la duplice connessione consapevolezza-esistenza. La persona dotata di autostima autentica può definirsi persona consapevole e forse è giunto il tempo di gettare alle ortiche la parola magica &#8220;autostima&#8221; e di parlare soltanto di &#8220;consapevolezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Fame Nervosa</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 11:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La fame nervosa sta per definire quello che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono EATING EMOZIONALE, ovvero &#8220;la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l&#8217;assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano&#8221;. Anche chi non ha particolari problemi di peso raramente mangia solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;count=none&amp;text=Fame%20Nervosa" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;count=none&amp;text=Fame%20Nervosa" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D193&amp;title=Fame%20Nervosa" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p><strong><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenerv.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-194" title="fame nervosa" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenerv.jpg" alt="fame nervosa" width="160" height="198" /></a>La fame nervosa</strong> sta per definire quello che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono <span style="color: #ff0000;"><strong>EATING EMOZIONALE</strong></span>, ovvero &#8220;la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l&#8217;assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano&#8221;. Anche chi non ha particolari problemi di peso raramente mangia solo per soddisfare la fame biologica e per nutrirsi. Alcuni studiosi ipotizzano che l&#8217;instaurarsi di comportamenti alimentari anomali si sviluppi nella prima infanzia. Essenziale è che la mamma capisca quando il bambino ha realmente bisogno di mangiare e quindi soddisfi la fame porgendogli il seno o il biberon: bisogna evitare di offrirgli il cibo quando il pianto infantile non è realmente causato dalla fame. Se questa giusta interpretazione materna non avviene, probabilmente il figlio crescerà senza essere capace di elaborare il vero riconoscimento della fame e non saprà distinguere tra questa ed altre sensazioni. In età adulta interpreterà l&#8217;ansia, la tensione, la collera nel modo sbagliato e mangerà in eccesso.<br />
<strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;Eating emozionale comprende vari stili alimentari e le diverse motivazioni ed emozioni che accompagnano la necessità di usare il cibo, spesso in grande quantità, con il fine ultimo di affrontare situazioni di noia, di ansia, di rabbia o di depressione.<br />
</span></strong>Il legame tra alimentazione ed emozioni è stato ormai dimostrato, però questo non significa che l&#8217;Eating emozionale dipenda assolutamente da severi problemi psicologici o da conflitti interiori; infatti anche le emozioni derivanti dalle normali attività di vita quotidiana possono fare da stimolo per l&#8217;assunzione eccessiva di cibo, talvolta anche in modo compulsivo. L&#8217;Eating emozionale non dipende da una sola causa: fattori biologici, psicologici e culturali ne sono all&#8217;origine. Segue una lista degli stili tipici dei soggetti con Eating emozionale e dei rimedi suggeriti:</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><img class="alignleft size-full wp-image-195" title="mangiatori tristi" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenervo.jpg" alt="mangiatori tristi" width="200" height="118" />Mangiatori tristi:</span></strong> l&#8217;individuo è triste e cerca di sconfiggere la sua tristezza mangiando. La tristezza deriva in genere da un&#8217;analisi realistica di un evento spiacevole, di una perdita o di una delusione e può essere considerata come la risposta fisiologica dell&#8217;organismo ad un determinato evento. Certamente non è una sensazione gradevole, ma può anche essere utile per aggiungere profondità al significato della vita e dopo un certo periodo si ritorna alla normalità. Mai confondere la tristezza con la depressione , che deriva invece da una distorsione del pensiero nei confronti dell&#8217;evento legato alla perdita. Si tende a valutare la situazione in modo irrazionale e catastrofico, associando numerosi fattori come la tristezza, l&#8217;abbassamento dell&#8217;autostima, il pessimismo riguardo il futuro, la diminuzione dell&#8217;interesse sessuale e dell&#8217;energia, la modificazione dell&#8217;appetito e del peso. Il primo passo da fare per aiutare i mangiatori tristi è quello di identificare e modificare il loro pensiero irrazionale, proprio in base al principio che i sentimenti di una persona non sono determinati dall&#8217;evento, ma piuttosto dai suoi pensieri nei confronti dell&#8217;evento stesso. Altro aiuto per questo tipo di mangiatore viene dall&#8217;esercizio fisico continuativo, perché in questo modo si ottiene un miglioramento del tono dell&#8217;umore, anche quando il soggetto si nasconde dietro pensieri del tipo &#8220;non sono uno sportivo&#8221; o &#8220;è troppo faticoso&#8221;. Gli effetti benefici arrivano anche soltanto camminando con frequenza e conducendo una vita più attiva, insomma non è indispensabile praticare nessuna attività fisica estenuante.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-196" title="mangiatori ansiosi" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famener-300x207.jpg" alt="mangiatori ansiosi" width="210" height="145" />Mangiatori ansiosi:</span></strong> tipico il legame intercorrente tra ansia e cibo, specialmente se correlato all&#8217;apprensione o alla preoccupazione per un evento futuro che sarà spiacevole o pericoloso. L&#8217;ansia, cioè la sensazione generalizzata che rappresenta una minaccia per il benessere, non deve essere confusa con la paura, che è il risultato di una sensazione specifica, immediata e fisica. Il soggetto ansioso cerca di alleviare i sintomi di sudorazione, di agitazione, di tensione, di irrequietezza con il cibo. Per risolvere questa condizione bisogna prima di tutto identificare le emozioni e la loro sequenza, i pensieri e le circostanze che creano l&#8217;ansia e in seguito discutere e modificare in modo razionale l&#8217;atteggiamento mentale.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Mangiatori annoiati:</strong></span> la noia è forse la più comune forma di mediazione emozionale nell&#8217;alimentazione ed è spesso<img class="alignright size-medium wp-image-197" title="mangiatori annoiati" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenerv2-300x198.jpg" alt="mangiatori annoiati" width="240" height="158" /> associata all&#8217;Eating emozionale. Per alcuni individui il cibo è l&#8217;unico motivo legittimo per interrompere un&#8217;attività noiosa. Un esempio di questo può essere la pausa, durante le ore lavorative, per bere il caffè e mangiare la brioche, perché questo è accettabile mentre non lo sarebbe interrompere il lavoro per leggere il giornale o per fare due passi. La casalinga che si ritrova con del tempo libero e non sa che fare, spesso inizia a cucinare e mangiare. La noia non è associata a dei sintomi evidenti, perciò è difficile identificare il problema. L&#8217;analisi, la registrazione del cibo consumato e la verifica dei momenti nei quali si perde il controllo durante la giornata sono gli strumenti adottati per evidenziare l&#8217;associazione del cibo con situazioni nelle quali il soggetto non aveva niente di stimolante da fare. E&#8217; utile programmare attività piacevoli, non particolarmente impegnative e, quando questo non è possibile, cercare il modo per svolgere le attività noiose in un luogo dove non vi sia del cibo disponibile.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-198" title="mangiatori soli" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenerv3.jpg" alt="mangiatori soli" width="160" height="160" />Mangiatori soli:</strong></span> il cibo è usato come il sostituto di qualcosa che manca, come un compagno, un amico o qualcuno con cui condividere la vita. L&#8217;aumento di peso conseguente purtroppo peggiora questa situazione, perché accresce le difficoltà di instaurare un&#8217;adeguata relazione con altri. Si possono distinguere due tipi di solitudine: la prima è quella causata dalla mancanza di contatti con gli altri, perciò in questi soggetti bisogna cercare di stimolare il rapporto sociale, devono essere aiutati a superare eventuali pensieri negativi nei confronti della loro capacità di relazionarsi con le persone e del pensiero pessimistico nei confronti di futuri rapporti. Il secondo modello di solitudine è quello caratterizzato da contatti interpersonali presenti, ma estremamente superficiali tanto che i soggetti in questioni hanno paura di condividere i sentimenti con qualcuno, perché temono di essere giudicati negativamente e di essere poi rifiutati. Bisogna imparare ad identificare uno o due amici reali , a conoscerli meglio, senza pretendere la perfezione nelle persone prescelte. Naturalmente il processo richiede del tempo, perciò è sempre opportuno ricordarsi che le grandi amicizie sono caratterizzate dall&#8217;impegno e dal susseguirsi di numerosi alti e bassi e che superare le possibili incomprensioni aiuta a costruire una relazione stabile e duratura.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Mangiatori arrabbiati:</strong></span> la rabbia, sotto forme di risentimento, di gelosia, di indignazione o di frustrazione può essere<img class="alignright size-full wp-image-199" title="fame nervosa" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenervos.jpg" alt="fame nervosa" width="165" height="224" /> associata all&#8217;Eating emozionale e al mangiare eccessivo. <span style="color: #ff0000;">Questi sentimenti sono dovuti al fatto che non si riesce ad ottenere ciò che si desidera e, quindi, si mangia per scaricarsi e per sfogarsi</span>. Mangiare in eccesso è il modo per poter sopportare la rabbia repressa, che è un sentimento vissuto ma non espresso apertamente. Il soggetto talvolta soffre di dolori allo stomaco o ai muscoli. Bisogna imparare a gestire la rabbia e per ottenere questo risultato ci sono varie tecniche: <span style="color: #ff0000;">esprimere la rabbia</span> è una di queste, perché finché il soggetto non impara ad eliminare il sentimento è probabile che si troverà a mangiare senza controllo nei momenti in cui è infuriato; un altro sistema è lavorare non tanto sulla rabbia quanto sui <span style="color: #ff0000;">pensieri irrazionali che producono questo stato emotivo</span>.<br />
Talvolta il mangiare in modo esagerato è l&#8217;espressione della rabbia e non il modo per ridurla: alcune donne, per esempio, arrabbiate con il partner per i suoi commenti negativi sul corpo o sul comportamento alimentare, sfogano il loro risentimento mangiando sotto i suoi occhi come per fargli un dispetto;. in questo caso bisogna far capire al soggetto che così facendo fa del male a se stesso e a nessun altro. E&#8217; utile cercare di fargli capire che deve mangiare in modo corretto soltanto per se stesso e non per fare dei piaceri agli altri o per sfidarli e che deve palare apertamente con le persone del suo peso e del comportamento alimentare, specialmente con quelle che criticano. Il modo di comunicare può essere differenziato in: passivo, aggressivo e assertivo. Il passivo è colui che parla sottovoce, con gli occhi abbassati, che usa parole del tipo &#8220;forse&#8221;, &#8220;piuttosto&#8221;, &#8220;se tu potessi&#8221; ed è incapace di rifiutare le richieste per il timore di offendere gli altri. La rabbia non viene quindi espressa, ma è rivolta verso se stesso per non essere stato capace di farsi valere e il risultato finale è il mangiare in eccesso. L&#8217;aggressivo basa la comunicazione sulle sue necessità e su ciò che vuole: parla a voce alta e spesso discutendo arrossisce; usa termini del tipo &#8220;mai&#8221;, &#8220;sempre&#8221; o &#8220;impossibile&#8221;, a volte minaccia e combatte continuamente con gli altri, che sono per lui i nemici o le vittime. La sua incapacità di cambiare l&#8217;ambiente che lo circonda diventa per lui frustrazione e rabbia e allora si getta sul cibo per sfogarsi. L&#8217;assertivo usa un tipo di comunicazione che è una diretta espressione delle sue necessità, della sua volontà e dei suoi desideri, ma tiene conto dei sentimenti e delle emozioni della persona con cui sta parlando. Riesce ad ottenere i cambiamenti desiderati nelle attitudini e nei comportamenti del suo interlocutore, ma sempre rispettando i suoi diritti. Prende la decisioni con la consapevolezza che esiste anche il prossimo, non si aspetta che gli altri facciano tutto per lui e non pensa di dover fare tutto per gli altri. L&#8217;assertivo non tende a diventare arrabbiato né frustrato, perciò ha un maggior controllo sul suo comportamento alimentare. Sarebbe utile imparare a divenire assertivi proprio per essere in grado di esprimere le opinioni personali, di far valere i propri diritti e di far fronte ad eventuali violazioni di quelli che sono considerati diritti di tutti, come la libertà di espressione o di pensiero. Alcune regole possono aiutare ad ottenere questo risultato: ricordare che ognuno ha il diritto di esprimere ciò che pensa, cercare di essere chiari nelle nostre richieste, non criticare la persona con cui si discute, ma solo i concetti che esprime, non avere paura di dire no, accettare con calme le critiche, perché potrebbe esserci del vero.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-200" title="fame nervosa" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenervo2.jpg" alt="fame nervosa" width="180" height="117" />Mangiatori celebrativi:</strong></span> sono quei soggetti che trovano impossibile gioire di qualcosa di positivo e di importante senza abusare con il cibo. Il mangiare nella nostra cultura gioca un ruolo primario in quasi tutte le relazioni sociali, perciò chi abitualmente usa il cibo per rendere la propria vita sociale felice trova molta difficoltà nel prendere parte ad un evento senza mangiare o bere in eccesso.<br />
Se un soggetto e ha questo problema, deve capire che le occasioni sociali sono fatte per incontrare gente e non per mangiare del cibo inutilmente e che esiste la possibilità di servirsi di alimenti ipocalorici, a basso contenuto di grassi anche in queste situazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-201" title="fame nervosa" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/famenervoulti.jpg" alt="fame nervosa" width="300" height="194" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Dieta e fame nervosa (eating emozionale)</strong></span><br />
Quando si impara a differenziare le due sensazioni può più facilmente imparare a soddisfare soltanto la fame biologica.</p>
<p>E&#8217; utile associare alla dieta un&#8217;attività fisica continuativa, che, oltre a migliorare il tono dell&#8217;umore, e perciò a ridurre l&#8217;eating emozionale, contribuisce anche a ridurre la fame biologica.</p>
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		<title>Attacchi di panico</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 12:12:11 +0000</pubDate>
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Chi ha provato gli attacchi di panico li descrive come un’esperienza terribile, spesso improvvisa ed inaspettata, almeno la prima volta. E’ ovvio che la paura di un nuovo attacco diventa immediatamente forte e dominante.<br />
Il singolo episodio, quindi, sfocia facilmente in un vero e proprio disturbo di panico, più per &#8220;paura della paura&#8221; che altro. La persona si trova rapidamente invischiata in un tremendo circolo vizioso che spesso si porta dietro la cosiddetta &#8220;agorafobia&#8221;, ovvero l’ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto, nel caso di un attacco di panico inaspettato.<br />
Diventa così pressoché impossibile uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus o guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e cosi via.</p>
<p>L’evita mento di tutte le situazioni potenzialmente ansiogene diviene la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del suo disturbo, costringendo spesso tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo e ad accompagnarlo ovunque, con l’inevitabile senso di frustrazione che deriva dal fatto di essere &#8220;grande e grosso&#8221; ma dipendente dagli altri, che può condurre ad una depressione secondaria. La caratteristica essenziale del Disturbo di Panico è la presenza di attacchi di panico ricorrenti, inaspettati, seguiti da almeno 1 mese di preoccupazione persistente di avere un altro attacco di panico. La persona si preoccupa delle possibili implicazioni o conseguenze degli attacchi di panico e cambia il proprio comportamento in conseguenza degli attacchi, principalmente evitando le situazioni in cui teme che essi possano verificarsi. Il primo attacco di panico è generalmente inaspettato, cioè si manifesta &#8220;a ciel sereno&#8221;, per cui il soggetto si spaventa enormemente e, spesso, ricorre al pronto soccorso; poi possono diventare più prevedibili.<br />
Per la diagnosi sono richiesti almeno due attacchi di panico inaspettati, ma la maggior parte degli individui ne ha molti di più. Gli individui con Disturbo di Panico mostrano caratteristiche preoccupazioni o interpretazioni sulle implicazioni o le<img class="alignright size-thumbnail wp-image-171" title="panico" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/panico-150x146.jpg" alt="" width="150" height="146" /> conseguenze degli attacchi di panico. La preoccupazione per il prossimo attacco o per le sue implicazioni sono spesso associate con lo sviluppo di condotte di evita mento che può determinare una vera e propria Agorafobia, nel qual caso viene diagnosticato il Disturbo di Panico con Agorafobia.<br />
I primi attacchi si verificano di solito in situazioni agorafobiche (come guidare da soli o viaggiare su un autobus in città) e comunque spesso in qualche contesto stressante. Gli eventi stressanti, le situazioni agorafobiche, il caldo e le condizioni climatiche umide, le droghe psicoattive possono infatti, far insorgere sensazioni corporee che possono essere interpretate in maniera catastrofica, aumentando il rischio di sviluppare attacchi di panico e disturbi di panico.<br />
Attraverso l’<strong>Ipnosi regressiva</strong> è possibile andare a ricercare le cause storiche del conflitto, uno o più eventi che, trascinati e rielaborati inconsciamente nel tempo hanno portato al disagio dell’individuo che rappresenta soltanto l’effetto di una turbativa preesistente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ansia da prestazione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 11:57:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;count=none&amp;text=Ansia%20da%20prestazione" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;count=none&amp;text=Ansia%20da%20prestazione" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D157&amp;title=Ansia%20da%20prestazione" id="wpa2a_10">Condividi</a></p><p>Le patologie legate al sesso e al mancato raggiungimento del piacere hanno una chiara origine nei nostri stati ansiosi. Con il termine ansia da prestazione indichiamo quei casi in cui un soggetto viene colpito da crisi d’ansia tali da provocargli delle difficoltà talmente grandi da rendergli spesso impossibile portare a termine l’azione.<br />
Ansia da prestazione potrebbe derivare dal timore di non riuscire, dal timore di perdere il controllo, timore dell’altro sesso, e ancora, preoccupazione per la grandezza dei propri genitali, in stato di riposo e di erezione.<br />
<strong><span style="color: #ff0000;">La persona non nasce con il disturbo d’ansia ma è una condizione che sopraggiunge dopo alcune sofferenze vissute;</span><br />
</strong>I soggetti affetti da ansia da prestazione vivono il loro rapporto sessuale con timore, senza naturalezza.</p>
<div>In questo caso è opportuno cercare di individuare i sintomi ed intervenire prima che il disturbo potrebbe degenerare.<br />
Sebbene quest’ansia sia limitata ad alcuni ambiti della vita può condizionare comunque molto la vita  del soggetto.<br />
L’ipnosi regressiva è uno strumento di grande efficacia per la cura dei disturbi d’ansia, ci permette di capire le cause, che sono responsabili di quelle paure inconsce, amplificate dai conflitti genitoriali, vissuti nel periodo infantile/genitoriale.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/NEWS_1286887989_ansia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-952" title="NEWS_1286887989_ansia" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/NEWS_1286887989_ansia-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></div>
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		<title>Dermopatia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 15:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rega</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pelle]]></category>

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		<description><![CDATA[L’IPNOSI PER CURARE LA PELLE  L’ipnosi può servire a curare le malattie della pelle. Da sola, o insieme con le terapia standard, l’ipnosi si rivela capace di contribuire efficacemente alla riduzione dei sintomi e al miglioramento delle diverse dermopatie. Innanzitutto della dermopatia atopica, squilibrio del sistema immunitario in senso allergico e che interessa soprattutto i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;count=none&amp;text=Dermopatia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;count=none&amp;text=Dermopatia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D139&amp;title=Dermopatia" id="wpa2a_12">Condividi</a></p><p><strong>L’IPNOSI PER CURARE LA PELLE <img class="alignright size-full wp-image-813" title="FSN2" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/11/FSN2.jpg" alt="" width="400" height="363" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’ipnosi può servire a curare le malattie della pelle. Da sola, o insieme con le terapia standard, l’ipnosi si rivela capace di contribuire efficacemente alla riduzione dei sintomi e al miglioramento delle diverse dermopatie. Innanzitutto della dermopatia atopica, squilibrio del sistema immunitario in senso allergico e che interessa soprattutto i bambini fino a due anni, ma che può interessare anche l’età adulta Proprio su un gruppo di adulti, refrattari alla terapia standard, è stato condotto uno studio che ha dato i seguenti risultati: dopo un periodo nel quale sono stati impiegata tecniche di rilassamento, induzioni di suggestioni ipnotiche e esercizi di autoipnosi, l’uso di creme al cortisone che è il principale indicatore dell’andamento della malattia, è diminuito del 40% dopo quattro settimane, del 50% dopo otto e del 60 dopo sedici settimane.<br />
L’ipnosi funziona bene anche in altre situazioni quali l’orticaria, rosacea, foruncolosi Ma perché?<br />
Le nuove conoscenze che emergono dallo studio del cervello e dall&#8217;andamento delle relazioni con il sistema immunitario aprono nuove vie di ricerche; dalle neuroscienze emerge la vastità di un metodo emozionale del quale abbiamo scarsa percezione coscienza ma che opera in profondità nell&#8217;organizzazione della nostra identità biologica e quindi dell’equilibrio tra salute e malattia.<br />
Lo studio della neurologia delle emozioni, definisce “implicito”, che concerne la nostra vita emotiva, di regola non arriva alla soglia della percezione e che però agisce sul nostro equilibrio vitale. Soprattutto condizionando il sistema immunitario, che ormai è dimostrato essere in stretto dialogo con il sistema nervoso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span class="Apple-style-span" style="color: #ff0000;">L’ipnosi regressiva e Ipnosi dinamica, superando la barriera dei sistemi cognitivi razionali, consente una comunicazione diretta con il nostro mondo emotivo, permettendo di incidere su alterazioni emozionali che inducono modificazioni biologiche le quali, infine, concorrono alla comparsa della malattia della pelle.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #ff0000; font-family: 'AR CENA'; font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></p>
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		<title>Anoressia e bulimia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 19:07:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della Salute -]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[bulimia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene alcuni possono rendersi  conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti  con questo disturbo negano  le gravi conseguenze  sul piano della salute fisica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’anoressia</strong> (paura di ingrassare, magrezza eccessiva, preoccupazione estrema per peso e aspetto, amenorrea), nervosa è uno dei  disturbi psicogeni  dell’alimentazione , letteralmente significa  “perdita d’appetito” ,ma il significato di questo malessere va sicuramente oltre  quello di una semplice  inappetenza  generando  una vera e propria repulsione  ossessiva  nei confronti  del cibo.<br />
Chi  soffre di anoressia  ha un’immagine distorta  del proprio corpo che percepisce costantemente  in condizioni di sovrappeso , quasi come fosse un nemico da combattere  e da tenere sempre sotto controllo, ed è dominato da un’intensa paura di ingrassare , anche in presenza di un evidente sottopeso. Per evitare di ingrassare chi soffre di anoressia  nervosa mette in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, fare esercizio fisico in maniera eccessiva, indursi il vomito dopo aver mangiato  anche piccole quantità di cibo.<br />
Sebbene alcuni possono rendersi  conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti  con questo disturbo negano  le gravi conseguenze  sul piano della salute fisica . L’anoressia può essere considerata  come una difesa che un soggetto mette in atto  nei confronti di vissuti dolorosi, di carenze affettive  o  di conflitti interni;  il dolore può nascere da delusioni in campo affettivo, lavorativo, scolastico, sociale, da difficoltà nei rapporti sentimentali o dalla scarsa adesione nel nucleo familiari. Il soggetto  si sente impotente, incapace di controllare la propria vita , percepisce se stesso  come una persona  che agisce solamente in risposta alle domande degli altri, si sente in grado di poter  affermare la propria volontà solo attraverso il controllo esercitato sul cibo. Si preferisce vivere soffrendo di anoressia  piuttosto che soffrire di un dolore  che difficilmente possiamo controllare:  “Se non posso controllare il mondo intorno a me, posso però controllare il mio corpo”, ed è questo che l’anoressia induce a fare.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="size-medium wp-image-153 aligncenter" title="anoressia" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/anoressia-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /><br />
</strong></p>
<p><strong>La bulimia</strong>, meglio definita come bulimia nervosa, è un grave disturbo del comportamento alimentare  contraddistinto da episodi  di abbuffate  accompagnati solitamente da atteggiamenti compensatore ad esempio vomito  autoindotto. Le persone affette da questa malattia spesso mancano di autocontrollo quando mangiano in modo smodato, quasi sempre assumono i pasti in segreto trangugiando e con poca masticazione ; al termine del pasto i bulimici provano un senso di colpa e si liberano dall’eccesso di calorie. La bulimia è un disturbo nascosto, silente, un disturbo che al contrario dell’anoressia  non è mostrabile agli altri e questo perché tutte le condotte  che la persona assume sono effettuate di nascosto , non dinanzi agli occhi degli altri. A lungo andare , un soggetto bulimico entra  in una fase di depressione e di disgusto  verso se stesso,  Nel disperato tentativo di riempire questo vuoto è costretta, al di là della sua volontà, ad ingerire enormi quantità di cibo. Nella bulimia, quella che si instaura con il cibo, è una vera e propria dipendenza paragonabile a quella che lega il tossicodipendente alla droga.<strong><br />
</strong><strong>La bulimia nervosa ha molti punti in comune con </strong><strong>l’anoressia. Alla base c’è una profonda insoddisfazione di se e del proprio corpo</strong>. Sia per l’anoressia che per la bulimia, hanno sintomi di  origine profonde le stesse hanno a che fare con l’inconscio,  riguardano la personalità del soggetto.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-154" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="bulimia" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/bulimia-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></p>
<div>L’ipnosi è un metodo efficace per individuare quali fattori mandato in crisi la personalità del soggetto affetto da queste patologie, individuando le cause scatenati nei rapporti interni alla famiglia d’origine. Attraverso le tecniche dell’ipnosi si giunge al controllo alimentare.<br />
<strong>La persona ritrovando l’equilibrio nei suoi rapporti sociali, nella vita affettiva e nella sfera emotiva, potrà facilmente superare il problema.</strong></div>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Stress</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 19:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della Salute -]]></category>
		<category><![CDATA[inquietudine]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stress è uno stato di tensione fisica e mentale, dovuto a fattori che suppongono il nostro organismo a un intenso affaticamento. Lo stress altro che non è che una reazione negativa di fronte ad un problema, tali reazioni possono manifestarsi con ansia, inquietudini, ipertensione, disturbi cardiovascolari, problemi digestivi, possono degenerare in vere e proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;count=none&amp;text=Stress" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;count=none&amp;text=Stress" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D68&amp;title=Stress" id="wpa2a_14">Condividi</a></p><p><strong>Lo stress</strong> è uno stato di tensione fisica e mentale, dovuto a fattori che suppongono il nostro organismo a un intenso affaticamento.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-218" title="stress" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/stress2.jpg" alt="stress" width="168" height="168" />Lo stress altro che non è che una reazione negativa di fronte ad un problema, tali reazioni possono manifestarsi con ansia, inquietudini, ipertensione, disturbi cardiovascolari, problemi digestivi, possono degenerare in vere e proprie malattie.</p>
<p>Altre manifestazioni dello stress possono essere dolori alla schiena, al collo, oppure difficoltà a lasciarsi andare, a sorridere, scherzare affrontare la vita in modo diverso.<br />
Ci si accorge di essere stressati, quando, superato il momento stressante si capisce di stare male, di comportarsi in maniera sbagliata, di non essere più sereni.</p>
<p>Una conseguenza, ad esempio, dello stress è la depressione ed ecco quindi che dopo più eventi stressanti il soggetto può incontrare varie difficoltà se non addirittura ammalarsi.<br />
Il soggetto che si trova in un stato di stress è necessario che ritrovi un proprio equilibrio, migliorare le qualità della propria vita, avere il coraggio di affrontare i propri limiti, le paure e le proprie debolezze.</p>
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		<title>Insicurezza, timidezze e ansie sociali</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 19:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della Salute -]]></category>
		<category><![CDATA[ansia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[ansie]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[timidezze]]></category>

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		<description><![CDATA[Insicurezza e timidezza portano ad una mancanza di fiducia ,a dubitare sempre di ciò che si pensa, e a chiedere in continuazione il parere di chi ci circonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque di noi almeno una volta si è sentito insicuro; insicurezza e timidezza portano ad una mancanza di fiducia, a dubitare sempre di ciò che si pensa, e a chiedere in continuazione il parere di chi ci circonda.<br />
La timidezza può essere definita come un disturbo , che in presenza di altre persone, paralizza le proprie intenzioni. Tale disagio può essere una caratteristica ereditaria ma nella maggior parte dei casi è una conseguenza di un’educazione ricevuta.<br />
Il soggetto timido nel momento in cui viene in relazione con un altro arrossisce, abbassa lo sguardo, si sente bersaglio di severi giudizi altrui, è un soggetto che crede che altri abbia ragione di criticarlo perché lo merita.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-210" title="insicurezza" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/insicurezza-300x200.jpg" alt="" width="210" height="140" />La timidezza comporta numerose conseguenze quali solitudine, isolamento, incapacità di essere parte di una rete di sostegno sociale, mancanza di amici e di contatto intimo con altre persone, il senso di essere non accettati, rifiutati, anormali e brutti.<br />
Il timido ha un’unica convinzione: che qualsiasi cosa egli faccia, tutti gli occhi sono puntati su di lui, fin quando non lo assale il timore di fare brutta figura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">L’ansia sociale</span> è un disturbo che spesso viene scambiato con la timidezza, ma non sono la stessa cosa. Chi è timido si può trovare a disagio con gli altri, ma non si fa prendere dall&#8217;ansia al pensiero di dover partecipare ad un evento sociale. L’ansia sociale è caratterizzata da una paura continua di un giudizio negativo da parte degli altri in situazioni sociali quali ad esempio un bar, un colloquio di lavoro, un party ecc.</p>
<p>Molta gente interpreta erroneamente queste affezioni e pensa chi chiunque dovrebbe essere capace di sconfiggere da solo questi sintomi.</p>
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		<title>Dimagrire</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia della Salute -]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrire]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie al dialogo in ipnosi con la sua parte emotiva, l'individuo è in grado di scoprire quali eventi governano il suo comportamento che non gli permettere di equilibrare l’assunzione del cibo  e da qui si comincia a trovare la giusta strada per finalizzare l’obbiettivo finale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-185" title="dimagrire" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/dimagrire-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono tante le persone che hanno tentato senza successo una dieta dimagrante. Le difficoltà che incontrano le persone ad affrontare una dieta sono di due tipi: o non riescono ad osservarla perché colti da improvvisi raptus mangerecci , o pur mangiando poco, non calano di peso a causa di un metabolismo alterato.<br />
La nevrosi del mangiare è caratterizzata dal fatto di non seguire una dieta o un comportamento alimentare autoregolato, a volte si è portati a mangiare anche senza appetito. La nevrosi del mangiare ha in comune con la bulimia l’idea frequente di pensare al cibo come “irrinunciabile evento gratificante e penalizzante” a cui non si riesce a contenere mediante una dieta , unito al pensiero e desiderio costante di voler dimagrire con la presa atto di non riuscirvi.</p>
<p><strong>Come può l’ipnosi aiutare una persona a dimagrire?</strong></p>
<p style="text-align: left;">L’ipnosi non entra in merito ad una vera e propria dieta e neanche al farmaco. Si cerca di far emergere le risorse psicologiche già presenti a livello profondo , che di solito non si sa di possedere. Si va alla ricerca delle cause inconsce e quindi di quei conflitti non risolti vissuti nell’infanzia\adolescenza o altro periodo e che spingono la persona a ricercare l’appagamento attraverso il cibo. Grazie al dialogo in ipnosi con la sua parte emotiva , l’individuo è in grado di scoprire quali eventi<img class="alignright size-full wp-image-186" title="dimagrire" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/dimagrire2.jpg" alt="" width="315" height="227" /> governano il suo comportamento che non gli permettere di equilibrare l’assunzione del cibo e da qui si comincia a trovare la giusta strada per finalizzare l’obbiettivo finale. Il soggetto, sottoponendosi a seduta ipnotica, non avverte più quello smodato bisogno di mangiare, segue una dieta con serenità, perché riceve dall&#8217;induzione ipnotica quegli stimoli emotivi che prima si procurava solo mangiando disordinatamentee pentendosene subito dopo, così da rafforzare il problema. Durante la trans ipnotica, leggera e cosciente, si accosteranno codici negativi agli elementi ipercalorici per imparare a dire NO, ricordando che non abbuffarsi è una vittoria non una punizione. Rapidamente, senza sforzo e senza soffrire, la persona inizierà a perdere i primi chili attivando una tonificante rieducazione alimentare. Successivamente sarà possibile ridurre l&#8217;influenza negativa della causa patologica che fa accumulare massa corporea sino a sopprimerla e cancellarla del tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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