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	<title>Ipnosi Dinamica, Ipnosi Regressiva, CNV, PNL - Ipnosi Rega &#187; docente</title>
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		<title>Reciprocità e asimmetria nella relazione Alunno-Docente</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono persuaso che anche quando si pensa ad un insegnamento aperto, non trasmissivo e che si basi sull&#8217;idea che la conoscenza debba essere costruita, non si rifletta molto sul fatto che anche la  relazione con gli alunni deve far parte di questa costruzione. Cosa s&#8217;intende dire?  Generalmente l’insegnante, anche quando ha grandi capacità comunicative, ha l’ [...]]]></description>
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Cosa s&#8217;intende dire?  Generalmente l’insegnante, anche quando ha grandi capacità comunicative, ha l’ atteggiamento di chi dirige e prevede le conseguenze della sua azione didattica non modificando minimamente se stesso nel   dialogo con gli alunni.<br />
Sia nell&#8217;insegnamento tradizionale sia in quello innovativo, generalmente si concepisce il primo attore della comunicazione comunque l’insegnante che indirizza il senso della conversazione verso l’alunno e dall&#8217;alunno <em>riceve </em>poco o nulla. Questo non perché l’alunno non risponda anche in un linguaggio non verbale, ma perché l’insegnante non è disposto a mettersi in gioco come persona in grado di accogliere empaticamente le risposte degli alunni.<br />
Considerando i diversi piani su cui la relazione si articola, spesso il dialogo esiste sul piano intellettuale- disciplinare ma è a senso unico per quanto riguarda altri aspetti.<br />
Spesso solo l’alunno <em>ascolta</em> e <em>rivede</em> le proprie convinzioni essendo coinvolto anche emotivamente dal lavoro in classe. Il processo di revisione dei propri pensieri e il coinvolgimento emotivo profondo riguarda difficilmente l’insegnante. C’è alla base di questo atteggiamento un’idea di controllo del processo d’insegnamento in ogni particolare che assomiglia a quello che in psicoanalisi viene identificato come il pensiero <em>oggettivo </em>dell’analista. Scrive Hoffmann, esponente della corrente psicoanalitica relazionale : &#8220;….fa parte dell’idea oggettivista che, in linea di principio, l’analista possa scoprire con precisione dove finiscono il suo contributo e l’effetto dell’interazione attuale. Al contrario vedere il transfert e il controtransfert in una relazione dialettica crea una zona d’irriducibile ambiguità e indeterminatezza circa la natura della loro interazione e della loro influenza, una zona che è spesso aperta a molteplici costruzioni interpretative&#8221;. Prevale quindi solitamente un atteggiamento di controllo della dinamica relazionale che impedisce gli effetti di ritorno e ciò ha come conseguenza la mancanza di riflessione critica su stessi e sull&#8217;insegnamento che si sta attuando.<br />
L&#8217;alunno inascoltato emotivamente, può vivere il rapporto con l’insegnante come una gabbia magari comoda e “illuminata” ma in cui si sente solo.<br />
Essere un insegnante credo significhi accettare la sfida che comporta mettere in gioco se stessi nella relazione con gli alunni <em>sentendo</em> gli stati emotivi, entrando in un rapporto dialettico che tenga conto anche del piano non verbale della comunicazione. Occorre che l’insegnante risponda e che risponda in modo autentico. La chiave di volta è, a mio avviso, proprio l’autenticità della risposta dell’insegnante. Per la mia esperienza, una risposta che sveli la realtà affettiva dell’insegnante non ha effetti negativi sugli alunni, ma li coinvolge nel lavoro avviando efficacemente il processo di costruzione della conoscenza. Il doppio binario della comunicazione è solo apparente; in realtà la “sincerità” con cui si mostra l’insegnante ha un effetto immediato sul versante dell’interesse alla disciplina.<br />
Se accettiamo la definizione di costruttivismo di Jones il quale dice che &#8220;… la concezione secondo la quale ciò di cui facciamo esperienza non è un mondo totalmente indipendente da noi, ma un mondo al quale l’attività della mente attribuisce determinate caratteristiche&#8221;, possiamo dire che <em>il mondo fatto di conoscenze</em> che costruiamo a scuola ha bisogno del <em>senso</em> che deriva non solo dai significati oggettivi degli argomenti trattati, ma anche dal valore affettivo che noi attribuiamo loro. E qui è fondamentale che i temi oggetto di studio siano realmente comprensibili per gli alunni, perché altrimenti il tutto si risolve in un grande tradimento di fiducia!<br />
Il rapporto autentico e di fiducia è comunque <em>diverso</em> perché il rapporto fra alunno e docente è per sua natura asimmetrico per età e ruolo. E’ fondamentale che rimanga tale altrimenti non è possibile nessuna azione didattica positiva (nelle classi si genererebbe il caos). Ci dovrebbe essere una costante dialettica tra la percezione che l’alunno ha dell’insegnante come persona simile a lui, e la sua percezione dell’insegnante come persona che ha un grado superiore di conoscenza, di saggezza e di giudizio. E’ difficile per l’insegnante giocare a carte scoperte dal punto di vista della disponibilità emotiva e mantenere costantemente il timone dell’insegnamento. Sono di grande aiuto in questo senso i riti dell’insegnamento (l’interrogazione, i compiti, il registro, la cattedra) e soprattutto la passione per la disciplina che s’insegna. Questa passione deve circolare fra gli alunni come segno del nostro amore per loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/158520_539305_DSC_9987_7_9818751_medium.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-842" title="158520_539305_DSC_9987_7_9818751_medium" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/158520_539305_DSC_9987_7_9818751_medium.jpg" alt="" width="600" height="449" /></a></p>
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		<title>Docente-Scuola: più Sentimento che una semplice esperienza</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:36:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli alunni saranno stimolati a ricercare matematicamente le risposte all’interno di sé piuttosto che ad aderire alle conoscenze e alla visione del mondo proposte dal passato. Sarà sviluppata l’intelligenza emotiva degli studenti e sarà perseguito il potenziamento  della condivisione e della capacità di “vicinanza emotiva” attraverso il riferimento costante ad alcuni obiettivi quali: saper comunicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;count=none&amp;text=Docente-Scuola%3A%20pi%C3%B9%20Sentimento%20che%20una%20semplice%20esperienza" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;count=none&amp;text=Docente-Scuola%3A%20pi%C3%B9%20Sentimento%20che%20una%20semplice%20esperienza" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D484&amp;title=Docente-Scuola%3A%20pi%C3%B9%20Sentimento%20che%20una%20semplice%20esperienza" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p>Gli alunni saranno stimolati a ricercare matematicamente le risposte all’interno di sé piuttosto che ad aderire alle conoscenze e alla visione del mondo proposte dal passato. Sarà sviluppata l’intelligenza emotiva degli studenti e sarà perseguito il potenziamento  della condivisione e della capacità di “vicinanza emotiva” attraverso il riferimento costante ad alcuni obiettivi quali: saper comunicare i propri bisogni identificando le proprie aree problematiche, i propri punti di forza e le proprie aspirazioni per poter elaborare con fiducia il progetto di sé; stimolare l’interesse per la complessità dell’altro ricercandone e promuovendone l’autenticità oltre le  maschere e le  etichette; comprendere i sentimenti e saper assumere il punto di vista degli altri; favorire il riconoscimento della dignità e della funzionalità di ciascuno nel gruppo; sostenere la significatività e il valore del percorso evolutivo che ogni gruppo classe, armoniosamente strutturato, potrà fiduciosamente e gioiosamente affrontare; promuovere l’interiorizzazione di sentimenti di autoeducazione ed empatia  (classe empatica e autoeducante).<br />
L&#8217;in-segnante opererà con la fondata speranza che ogni individuo è chiamato dalla natura a realizzare la propria evoluzione psichica, secondo un disegno preordinato dalla sua più profonda natura; un ambiente idoneo dovrà sostenerlo nel compimento del suo Proposito. Si soffermerà pertanto, oltre che sui  risultati conseguiti dall’allievo anche  sulle cause che ne favoriscono o ritardano la progressione, provvedendo a modificare le circostanze che ostacolano lo sviluppo. Per questo motivo egli non ha un centro e una periferia nella classe e la sua presenza è benevolmente “evolutiva” e “irradiante” per tutti. Si osserveranno con amorevolezza i vari aspetti, caratteristiche e qualità dello studente attraverso valutazioni psicologiche, mediche, spirituali per comprendere le tendenze e le aspirazioni dell’anima. Ciascun individuo potrà così essere sostenuto nel trovare responsabilmente da sé il suo posto nel gruppo, nell’individuare consapevolmente il suo percorso vocazionale e nell’emettere chiaramente la sua nota. La vita stessa è la grande scuola di vita e si potrà uscire dalla scuola nel modo giusto soltanto se dalla scuola si porterà con sé la capacità di imparare a conoscere la propria vita dalla vita.<br />
In tale percorso, si evidenzieranno le qualità e gli aspetti manchevoli e irrisolti  di ciascun componente del gruppo e si lavorerà tutti per superare, redimere e sublimare le manchevolezze, non giudicando chi sbaglia, ma analizzando con obiettività e ripudiando con fermezza l’errore. Ciò avverrà nella fiduciosa sincerità, derivante dall&#8217;amore scambievole e dall&#8217;affratellamento, derivante dalla condivisione dell’alta meta comune. Si imparerà a controllare la mente attraverso la pratica dell’attenzione focalizzata così da poterla concentrare su qualsiasi oggetto scelto. Tale  pratica potrà favorire la scelta di “dare energia” solo a pensieri luminosi e stimolatori di Bene. L’educatore illuminato curerà la sua autoeducazione che considererà presupposto indispensabile del suo compito di educare. Egli infatti sa che l’insegnante che non conosce se stesso, porta nella Scuola le proprie frustrazioni, i propri narcisismi e le proprie insicurezze, infestando con i suoi aspetti irrisolti gli animi degli allievi. Liberato invece da tali caratteristiche involute, potrà lavorare per la nascita dello spirito di gruppo, segno evidente del contatto con l’anima. In tal modo manterrà ardente  l’aspirazione degli allievi tenendo saldamente fissata  davanti a loro  la visione della sintesi del gruppo e del coordinamento con l’anima, fine di ogni percorso educativo. In tale clima, il gruppo sarà contenitore e sostenitore dei Propositi evolutivi di ciascuno e del Proposito comune del gruppo stesso.<br />
“Quattro pilastri dell’educazione”</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>IMPARARE A VIVERE INSIEME </strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> IMPARARE A CONOSCERE </strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> IMPARARE A FARE </strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong> IMPARARE A ESSERE</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/g_ed_e1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-965" title="g_ed_e" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/g_ed_e1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ascolto attivo ed empatia nella relazione educativa</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 18:27:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella vita scolastica quotidiana vengono richieste ai docenti oltre che un&#8217;accurata preparazione disciplinare ed  una conoscenza puntuale delle più recenti metodologie didattiche, anche delle competenze comunicative che diventano la prerogativa indispensabile per la creazione di una buona interazione. Affinché realmente si crei una sintonizzazione affettiva, il docente deve utilizzare la tecnica dell&#8217;ascolto attivo: cioè essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;count=none&amp;text=Ascolto%20attivo%20ed%20empatia%20nella%20relazione%20educativa" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;count=none&amp;text=Ascolto%20attivo%20ed%20empatia%20nella%20relazione%20educativa" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D478&amp;title=Ascolto%20attivo%20ed%20empatia%20nella%20relazione%20educativa" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>Nella vita scolastica quotidiana vengono richieste ai docenti oltre che un&#8217;accurata preparazione disciplinare ed  una conoscenza puntuale delle più recenti metodologie didattiche, anche delle competenze comunicative che diventano la prerogativa indispensabile per la creazione di una buona interazione.<br />
Affinché realmente si crei una sintonizzazione affettiva, il docente deve utilizzare la tecnica dell&#8217;<strong><em>ascolto attivo</em></strong>: cioè essere sempre pronto a ricevere i segnali trasmessi, a volte in modo confuso, dagli allievi. Per ascolto si intende la disponibilità per ciò che viene detto e fatto al fine di trasmettere agli alunni la convinzione del loro valore in quanto soggetti, le risposte alle loro domande e la decodificazione dei contenuti latenti nei messaggi. Il ruolo dell’insegnante è quello di interpretare comportamenti, reazioni e improvvisi cambiamenti di umore e quello  di aiutare il discente a prendere coscienza di quello che gli sta avvenendo, mettendolo in condizione di riflettere, capire e parlare. La capacità di ascolto attivo offre la possibilità di osservare in modo approfondito e costituisce un’efficace modalità di sostegno affettivo, per cui rappresenta di per sé un valido agente terapeutico. Perché l’ascolto sia veramente attivo, deve configurarsi come realmente empatico. Per <strong><em>empatia</em></strong><em> </em>si intende &#8220;la capacità di comprendere il modo di essere-nel-mondo di un altro dal di dentro, riuscendo ad immedesimarsi nella sua condizione e a penetrare la sua dimensione di interiorità&#8221;.<br />
L&#8217;empatia è la capacità di intuire e leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l&#8217;interlocutore, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato. Diventa così possibile comprendere atteggiamenti e comportamenti apparentemente assurdi, e rispondere soddisfacendo i bisogni specifici di un soggetto. Un ambiente educativo capace di agire in questo senso, integra e sostiene la struttura della persona in difficoltà e, allo stesso tempo, crea un clima di fiducia. Per Rogers la comprensione empatica ha una posizione centrale all’interno della relazione educativa che significa innanzitutto &#8220;difendere e incrementare il potenziale di umanità dell&#8217;alunno&#8221;.<br />
Nell&#8217;ambito del rapporto didattico, sintonizzazione affettiva significa porre l’accento sul fatto che non tutti gli allievi hanno le stesse esigenze, i medesimi bisogni e tempi di apprendimento. Un insegnante dovrebbe avere un occhio di riguardo per gli allievi più emotivi o con difficoltà di apprendimento, e dovrebbe tenere conto del fatto che la maggior parte degli studenti non potrà soddisfare gli standard di rendimento raggiunti da alcuni di loro particolarmente dotati. La sensibilità nei confronti specifici di ogni singolo alunno richiede la capacità di riconoscere, anche a se stessi, il cambiamento di interessi e di esigenze dell’allievo, in rapporto ai diversi momenti e ai passaggi del suo sviluppo. La disponibilità empatica implica rifiutare, da parte dell’insegnante, di leggere il mondo in modo egocentrico e di porsi in una condizione di apertura e disponibilità a mettersi in discussione, di introspezione e di autotrasformazione. La dimensione affettiva dell’insegnante non è semplice comunicazione e trasmissione di contenuti e nozioni, ma significa comprendere l’alunno grazie all’empatia, cioè alla capacità di provare i sentimenti dell’altro attraverso l’autoanalisi e la ricerca nella propria esperienza di qualcosa di analogo.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Con l’uso e la conoscenza della CNV (comunicazione non verbale) si può interagire sull’alunno senza che esso possa comprendere o capire gli interventi strategici dell’insegnante.</em></strong></span></p>
<h2><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/approccio-centrato-sul-bambino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-969" title="approccio-centrato-sul-bambino" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/approccio-centrato-sul-bambino.jpg" alt="" width="200" height="177" /></a></h2>
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