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	<title>Ipnosi Dinamica, Ipnosi Regressiva, CNV, PNL - Ipnosi Rega &#187; Fobie -</title>
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		<title>L&#8217;agorafobia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 19:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rega</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paura della libertà e di sé stessi L&#8217;agorafobia spesso viene definita come la paura degli spazi aperti, quali (piazze, strade larghe ect…).L‘agorafobia è la fobia, morbosa di trovarsi in posti o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi.Da studi fatti “l’agorafobia non è solo la fobia degli spazi aperti”, ma è sopra tutto paura [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;agorafobia</span></strong> spesso viene definita come la paura degli spazi aperti, quali (piazze, strade larghe ect…).L‘agorafobia è la fobia, morbosa di trovarsi in posti o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi.Da studi fatti “l’agorafobia non è solo la fobia degli spazi aperti”, ma è sopra tutto paura della libertà, paura di se stessi.Si tratta dunque di aver paura dei posti e delle situazioni nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di improvviso svilupparsi di uno o più sintomi che potrebbero essere inabilitanti od estremamente imbarazzanti, e più in generale va vista nell’ ambito di un quadro di un disagio che chi ne è colpito avverte verso sé stesso, tipico dell’ansia. Di solito la persona ha paura di avere un attacco paucisintomatico, ossia, di sviluppare un unico o un piccolo numero di sintomi, come iniziare ad avere vertigini o a cadere, depersonalizzazione o derealizzazione, incontinenza urinaria o intestinale, vomito, o avere un malessere cardiaco. In qualche caso, questi sintomi si sono manifestati in passato e la persona può essere preoccupata dal timore del loro ritorno. In altri casi, la persona non ha mai fatto esperienza del sintomo (o sintomi), ma comunque teme che il sintomo &#8220;possa&#8221; presentarsi. In un piccolo numero di casi la persona ha paura di sentirsi in qualche modo incapace, ma non riesce a specificare di quali sintomi ha paura. Ci può essere agorafobia anche viaggiando in treno, andando a fare la spesa al supermercato, mentre si è sul posto di lavoro. L&#8217;agorafobia si caratterizza, dunque, per la presenza di svariate fobie relative alla vita quotidiana fuori casa, come ad esempio la guida in autostrada, i viaggi in aereo, i luoghi elevati o affollati, gli ascensori, il fare la fila. La casa è spesso vissuta come l&#8217;unico luogo protetto e sicuro.La gravità della malattia può essere tale da portare ad una vera e propria inabilità, con l’individuo che rimane intrappolato in casa, ed una pervasività tale delle fobie nella sua vita da compromettere la socializzazione. Come risultato di questa paura il soggetto è portato o a ridurre gli spostamenti, o ad aver bisogno di un compagno quando si trova fuori casa, oppure a sopportare situazioni agorafobiche, nonostante l&#8217;intensa ansia. La <strong><span style="color: #ff0000;">claustrofobia</span></strong>, al contrario, è la paura del chiuso, mentre l&#8217;ereutofobia è il timore di arrossire, la <strong><span style="color: #ff0000;">rupofobia</span></strong> è il timore dello sporco, e la<strong><span style="color: #ff0000;"> fobobia</span></strong> è la paura della paura, che, nel quadro di clinico di chi è colpito da attacchi di panico porta all’evitamento sistematico di luoghi e situazioni in cui si pensa e si teme di essere di nuovo colpiti proprio da un attacco di panico. Anche l’agorafobia può rientrare in un quadro clinico legato agli attacchi di panico, manifestandosi come la paura di allontanarsi da luoghi ritenuti sicuri e la paura di esporsi a luoghi sentiti come a rischio di un nuovo attacco. L&#8217;agorafobia, in sostanza, rientra in un disturbo più complesso e plurisintomatico che ha a che fare con l&#8217;ansia. <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff;"><strong><a title="Ansia" href="http://www.ipnosirega.it/?p=47"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">L&#8217;ansia</span></a></strong></span></span> è interna e priva di contenuto. È quindi molto più difficile riconoscerla, spiegarla, controllarla. La manifestazione più acuta e sconvolgente dell&#8217;ansia è proprio l&#8217;attacco di panico che si presenta in maniera improvvisa, apparentemente immotivata e che consiste in un insieme di sintomi, psichici ma anche fisici, che danno alla persona che ne è colpita la netta e spaventosa sensazione di stare per morire.</p>
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		<title>Philofobia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 17:21:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Perché si ha paura d&#8217;amare? Soffrire per amore è un&#8217;esperienza molto comune e dolorosa che lascia spesso ferite che risanano con difficoltà e solo col tempo. La modalità di reagire a questo tipo di esperienza è soggettiva, c’è chi nonostante il dolore provato, non indugia e cerca di vivere una nuova storia d’amore sperando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;count=none&amp;text=Philofobia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;count=none&amp;text=Philofobia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D357&amp;title=Philofobia" id="wpa2a_4">Condividi</a></p><p><strong>Perché si ha paura d&#8217;amare?</strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-358" title="philofo" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/philofo.jpg" alt="" width="229" height="152" />Soffrire per amore è un&#8217;esperienza molto comune e dolorosa che lascia spesso ferite che risanano con difficoltà e solo col tempo.<br />
La modalità di reagire a questo tipo di esperienza è soggettiva, c’è chi nonostante il dolore provato, non indugia e cerca di vivere una nuova storia d’amore sperando in un esito positivo, c’è invece chi pur essendo attratto dall’altro sviluppa una sorta di meccanismo di difesa con cui la paura d’amare porta a ”non amare per non soffrire“, ovvero se una passata delusione d’amore ci ha profondamente ferito possiamo arrivare al punto di non volerci più innamorare per la paura di soffrire nuovamente o esser delusi.<br />
C&#8217;è un termine per definire la paura d&#8217;amare ed è PHILOFOBIA, vale a dire la paura d&#8217;innamorarsi o di essere innamorati.<br />
Questa paura, nelle sue fasi acute o nei casi più estremi, si manifesta con gli stessi sintomi di un attacco d&#8217;ansia: sudore eccessivo, nausea, tachicardia, agitazione.<br />
<strong>Le cause possono essere diverse:</strong></p>
<p>a) una passata e profonda delusione sentimentale che ci ha profondamente ferito al punto di non volerne più sapere d&#8217;innamorarci;</p>
<p>b) poiché amare significa aprirsi all’altro e rivelare oltre che i pregi anche le debolezze, nelle persone che vogliono a tutti i costi dimostrare d&#8217;essere forti, l&#8217;innamorarsi potrebbe, invece, rivelare tutta la loro debolezza interiore;</p>
<p>c) entrambe le cause sopra citate possono essere riconducibili ad una più profonda che riguarda l’infanzia e il rapporto affettivo con i propri genitori o figure simili e di pari importanza.</p>
<p>Da numerosi studi emerge che sono le figure genitoriali, o chi per loro, a tracciare le modalità con cui poi da adulti rispondiamo all&#8217;amore, questo meccanismo sembra essere valido non solo nei casi in cui si sono sofferti traumi, violenze o grossi turbamenti affettivi, ma anche in quelle situazioni di apparente &#8220;normalità affettiva&#8221;. Se un genitore non esprime correttamente i suoi sentimenti oppure non riconosce quelli di suo figlio si può contribuire a creare una grossa confusione dal punto di vista affettivo.<br />
A causa di questa confusione il bambino può essere portato a nascondere i suoi sentimenti o a negare tutto un vissuto emotivo e affettivo che nell&#8217;età adulta diventerà la caratteristica che gli impedirà di avere delle relazioni affettive soddisfacenti. Il rapporto genitori-figli è molto complesso e ambivalente ed è raro che non si creino complicazioni emotive.<br />
E&#8217; importante sottolineare che il genitore che non ha sperimentato a sua volta un legame d&#8217;amore &#8220;sano&#8221;, avrà molta difficoltà ad offrire accettazione e sicurezza al proprio figlio, a meno che non diventi consapevole di questo meccanismo. Contro la paura di dare e ricever amore, si può agire a diversi livelli. Innanzitutto con la consapevolezza.<br />
E&#8217; molto importante diventare pienamente consapevoli dei nostri vissuti emotivi, rendersi conto di quanta paura abbiamo nell&#8217;instaurare una relazione intima, sia essa un rapporto di coppia o semplicemente un legame profondo d&#8217;amicizia o di lavoro. Riconoscere questa paura è fondamentale, ma non è facile, perché la paura può mascherarsi dietro altri comportamenti: chiusura, disinteresse, stanchezza, ecc. Se impariamo a guardare in faccia la paura e a chiamarla con il proprio nome, allora è possibile imparare a conviverci e infine trasformarla.<br />
In molti è importante rivolgersi ad un aiuto esterno, (Esperto) poiché è difficile farcela da soli, soprattutto se si cela dietro dei comportamenti che non ce la fanno riconoscere facilmente.<br />
La nostra mente per difesa, può trovarci tante giustificazioni che a noi vanno bene, mentre un occhio esterno e competente può aiutarci a vedere oltre . Chiedere aiuto è il primo passo per iniziare ad affrontare la paura d’amare, poiché attraverso al psicoterapia si sperimenta una relazione alla cui base c’è la fiducia e la possibilità di affidarsi; capire l’origine delle ferite del cuore e imparare a risanarle può permetterci di riscoprire quanto può esser positivo per viver meglio, aprirsi alle relazioni affettive.</p>
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		<title>Omofobia</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 17:13:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service facebook_like" src="https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=75&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=20&amp;ref=addtoany" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:90px;height:21px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;count=none&amp;text=Omofobia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service twitter_tweet" src="https://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;count=none&amp;text=Omofobia" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:55px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><!--[if IE]><iframe frameborder="0" allowTransparency="true" class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><![endif]--><!--[if !IE]><!--><iframe class="addtoany_special_service google_plusone" src="https://plusone.google.com/u/0/_/%2B1/fastbutton?url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;size=medium&amp;count=false" scrolling="no" style="border:none;overflow:hidden;width:32px;height:20px"></iframe><!--<![endif]--><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=https%3A%2F%2Fwww.ipnosirega.it%2F%3Fp%3D351&amp;title=Omofobia" id="wpa2a_6">Condividi</a></p><p>“L’omofobia” è un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, che gli eterosessuali provano in maniera conscia o inconscia nei confronti di gay e lesbiche”. Usando un’altra definizione possiamo dire che l’omofobia è quell’insieme di pregiudizi, atteggiamenti, comportamenti e opinioni discriminatori nei confronti di gay e lesbiche.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-352" title="omofobia" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/omofob1-300x183.jpg" alt="omofobia" width="240" height="146" />L&#8217;omofobia è molto diffusa. Le persone omofobe pensano che i gay e le lesbiche siano perversi e pericolosi, o comunque “sbagliati”. A seconda del grado di omofobia, le reazioni di un omofobo di fronte a una persona omosessuale possono andare dal semplice disagio, alla paura fino alla violenza.<br />
Gli omofobi non riconoscono valore al sentimento d’amore omosessuale e non vogliono vederne riconosciuta l’esistenza.<br />
Dal momento che è molto diffusa, l’omofobia causa, ai gay e alle lesbiche, una serie di effetti sul piano sociale, tra cui: le molestie verbali e fisiche, la sopportazione di pregiudizi diffusi nei più diversi ambienti sociali e professionali, le discriminazioni personali o istituzionalizzate, fino alle campagne anti-gay portate avanti da alcune organizzazioni <em>politiche o culturali.</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-353" title="omofob2" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2011/12/omofob2-300x222.jpg" alt="" width="210" height="155" />Le cause dell&#8217;omofobia sociale sono complesse e articolate. Rispetto a quanto già detto, va sottolineato che l’omofobia si accompagna generalmente a un più ampio e diffuso pregiudizio: l&#8217;etero sessismo, cioè l&#8217;assunzione che il mondo sia e debba essere esclusivamente eterosessuale. Si dà per scontato che ogni essere umano nasca eterosessuale.<br />
Le cause dell&#8217;omofobia sociale sono complesse e articolate.</p>
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<p>Con le tecniche dell&#8217;<a title="Ipnosi Dinamica" href="http://www.ipnosirega.it/?p=265"><strong>Ipnosi Dinamica</strong> (CNV)</a> cioè, con il metodo d’induzione il soggetto ritrova l’equilibrio nei suoi rapporti sociali, nella vita affettiva e nella sfera emotiva, superando il problema.</p>
<p><strong>OMOFOBIA INTERIORIZZATA</strong></p>
<p><strong></strong>L&#8217;omofobia interiorizzata è l’accettazione conscia o inconscia da parte di gay e lesbiche di tutti i pregiudizi, le etichette negative e gli atteggiamenti discriminatori, citati sopra, di cui essi stessi sono vittime.<br />
Un gay o una lesbica che fin dall&#8217;infanzia ha sentito intorno a sé pregiudizi e atteggiamenti negativi nei confronti dell&#8217;omosessualità è naturalmente portato a interiorizzare parte di tutto ciò, finendo per sentirsi “sbagliato” in quanto omosessuale. Ciò è tanto più vero in quanto i gay e le lesbiche crescono generalmente senza modelli positivi di riferimento e nella maggior parte dei casi senza poter trovare nella famiglia d’origine un adeguato supporto.<br />
Chi è affetto da omofobia interiorizzata ha difficoltà ad accettare serenamente il suo orientamento sessuale, fino alla completa negazione di tale orientamento. Nella vita di tutti i giorni tende a giudicarsi negativamente e spesso guarda con disapprovazione i tentativi del movimento gay di ottenere maggiori diritti per le persone omosessuali.<br />
È preoccupato che gli altri scoprano la sua omosessualità, a volte finge di essere eterosessuale e spesso non riesce a sviluppare una sana relazione di coppia. Vorrebbe diventare eterosessuale e potrebbe aver fatto dei tentativi psicoterapeutici in proposito. Col tempo può sviluppare <a title="Ansia" href="http://www.ipnosirega.it/?p=47">ansia</a>, <a title="Depressione" href="http://www.ipnosirega.it/?p=50">depressione</a>, <a title="Alcool e droghe" href="http://www.ipnosirega.it/?p=44">problemi con l&#8217;alcool</a> e con il cibo,<a title="Insicurezza, timidezze e ansie sociali" href="http://www.ipnosirega.it/?p=64"> ansia sociale</a> e disturbi sessuali.</p>
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		<title>Dismorfofobia (Dismorfismo corporeo)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 12:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fobie -]]></category>
		<category><![CDATA[dismorfismo corporeo]]></category>
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		<description><![CDATA[Si definisce Disturbo di Dismorfismo Corporeo (dismorfofobia) la preoccupazione per un difetto nell&#8217;aspetto fisico, che può essere totalmente immaginario (ad es., un naso malformato), oppure, se è presente una qualche reale anomalia fisica, la preoccupazione del soggetto risulta essere di gran lunga eccessiva. Perché la preoccupazione venga considerata un disturbo mentale, deve causare un significativo [...]]]></description>
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Perché la preoccupazione venga considerata un disturbo mentale, deve causare un significativo disagio al paziente o essere associata a una limitazione della sua vita personale, sociale o lavorativa.<br />
L&#8217;esordio del disturbo di dismorfismo corporeo è solitamente graduale. Una persona affetta può avvertire una crescente preoccupazione per una parte del corpo fino a quando si accorge che il suo funzionamento è compromesso da tale preoccupazione. A questo punto il soggetto può ricercare un aiuto medico o chirurgico per sottoporre il presunto problema. Il livello di preoccupazione riguardo al problema può andare e venire nel tempo, anche se il disturbo di dismorfismo corporeo ha generalmente un andamento cronico se non è trattato.<br />
I soggetti con questo disturbo sperimentano dunque abitualmente un grave disagio per la loro ipotetica deformità, e descrivono spesso la loro preoccupazione come “intensamente dolorosa”, o addirittura “devastante”. Le loro preoccupazioni sono di solito difficili da controllare; in conseguenza di ciò, essi spesso passano molte ore al giorno a rimuginare attorno al loro “difetto fisico” e a come porvi rimedio (talvolta ricorrendo, ad esempio, alla chirurgia estetica), al punto che questi pensieri possono dominare la loro vita.</p>
<p>La parte corporea oggetto di preoccupazione può cambiare durante il periodo in cui il paziente è affetto dal disturbo. Sintomi comunemente associati sono idee o franchi deliri di riferimento (solitamente nei confronti delle persone che notano il supposto difetto corporeo), l&#8217;uso eccessivo dello specchio oppure il tentativo di evitare le superfici riflettenti e tentativi di nascondere la presunta deformità (con il trucco o l&#8217;abbigliamento).<br />
Gli effetti sulla vita di una persona possono essere significativi; quasi tutti i soggetti affetti evitano i contatti sociali o lavorativi. Fino a un terzo degli individui resta costantemente a casa per il timore di essere ridicolizzato per le proprie presunte deformità e fino a un quinto dei pazienti affetti tenta il suicidio.<br />
Il disturbo fu riconosciuto e definito dismorfofobia più di 100 anni fa. Fu descritto da Emil Kraepelin, che lo considerava una nevrosi compulsiva, e da Pierre Janet, che lo definì <em>obsession de la honte du corp</em> (ossessione per la vergogna del corpo).<br />
Il disturbo di dismorfismo corporeo è una condizione scarsamente studiata, in parte perché i pazienti sono soliti consultare dermatologi, internisti o chirurghi plastici, più che gli psichiatri; il disturbo di dismorfismo corporeo o una variante subsindromica può essere relativamente comune. I dati disponibili indicano che la più comune età di esordio è tra i 15 e i 20 anni e che le donne sono in qualche modo più frequentemente affette rispetto agli uomini; solitamente. Il disturbo di dismorfismo corporeo comunemente coesiste con altri disturbi mentali.</p>
<p>Uno studio ha rilevato che oltre il 90% dei pazienti con disturbo di dismorfismo corporeo aveva manifestato un <a title="Depressione" href="http://www.ipnosirega.it/?p=50">episodio depressivo</a> maggiore durante il corso della vita; il 70% circa aveva presentato un <a title="Ansia" href="http://www.ipnosirega.it/?p=47">disturbo d&#8217;ansia</a> e il 30% circa un disturbo psicotico.<br />
La causa del disturbo di dismorfismo corporeo è sconosciuta. La comune associazione con i disturbi depressivi, una frequenza superiore all&#8217;attesa di anamnesi familiare di disturbi dell&#8217;umore e di disturbo ossessivo-compulsivo indicano, almeno in alcuni casi, la possibile correlazione di questo con altri disturbi mentali. I pazienti con disturbo di dismorfismo corporeo possono riportarne significative conseguenze culturali e sociali, a causa dell&#8217;importanza di determinati concetti stereotipati di bellezza che vengono enfatizzati in alcune famiglie e su ampia scala nelle varie culture.<br />
Nei modelli psicodinamici, il disturbo di dismorfismo corporeo viene visto come conseguenza di uno spostamento di un conflitto sessuale o emozionale su una parte corporea non correlata. Tale associazione si verifica attraverso i meccanismi di difesa della repressione, della dissociazione, della distorsione, della simbolizzazione e della proiezione.</p>
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		<title>La Fobia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fobie -]]></category>
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		<description><![CDATA[Che cos’è una fobia? La fobia è una marcata paura per la presenza di oggetti o di situazioni specifica o la paura di poterli trovare. La fobia si distingue dalla paura, che è un sentimento che l’individuo manifesta di fronte ad una minaccia reale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/fobia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-145" title="fobia" src="http://www.ipnosirega.it/wp-content/uploads/2009/11/fobia-300x214.jpg" alt="" width="210" height="150" /></a>Che cos’è una fobia? La fobia è una marcata paura per la presenza di oggetti o di situazioni specifica o la paura di poterli trovare.<br />
La fobia si distingue dalla paura, che è un sentimento che l’individuo manifesta di fronte ad una minaccia reale; la paura può essere considerata un’ emozione vantaggiosa e necessaria per la nostra sopravvivenza, la fobia, al contrario, ostacola l&#8217;individuo anche nelle sue attività più semplici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La fobia è una particolare forma di paura caratterizzata dal fatto di:</p>
<ul>
<li>Essere sproporzionata alla situazione</li>
<li>Non poter essere controllata mediante un’analisi razionale</li>
<li>Porsi al di la del controllo razionale</li>
<li>Produrre l’evitamento della situazione temuta</li>
</ul>
<p>In tutti i casi di fobia, il soggetto che soffre si rende perfettamente conto che si tratta di paure esagerate, ma l’angoscia è tale che non può dominarle con la propria volontà. I tentativi di ragionamento e di persuasione non servono a nulla, anzi aggravano la sofferenza del paziente perché lo fanno sentire inutile, inadeguato, impotente e incapace di vincere i suoi sintomi.</p>
<p>Le fobie possono essere di vario tipo ne elenchiamo alcune:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fobie generalizzate:</span></p>
<ul>
<li><em>Agorafobia :</em> forte ansia nei luoghi dove può essere difficile allontanarsi in caso di attacchi di panico o sintomi simili.<em></em></li>
<li><em>Fobia sociale:</em> si manifesta quando la persona si trova in contesti sociali o dove deve fare qualcosa che può implicare un giudizio da parte degli altri.</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fobie specifiche:</span></p>
<p>- aracnofobia (fobia dei ragni)<br />
- cinofobia (fobia dei cani)<br />
- ailurofobia (fobia dei gatti)<br />
- ornitofobia (fobia di uccelli e piccioni)<br />
- scotofobia (fobia del buio)<br />
- idrofobia (fobia dell&#8217;acqua)<br />
- brontofobia (fobia dei temporali)<br />
- acrofobia (fobia delle altezze)<br />
- emofobia (fobia del sangue)<br />
- aviofobia (fobia di volare)<br />
- claustrofobia (fobia degli spazi stretti e chiusi, es: tunnel e ascensori)<br />
-<a title="Dismorfofobia (Dismorfismo corporeo)" href="http://www.ipnosirega.it/?p=340"> dismorfofobia</a> (fobia riferita al proprio corpo o ad una parte di esso, visto come inaccettabile o inguardabile).</p>
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